Cosenza, prescrivevano farmaci abusivi a spese dello Stato: un bimbo ha rischiato grosso

05 maggio 2016 ore 15:26, Americo Mascarucci
Prescrivevano farmaci per il cancro in alternativa agli stupefacenti. 
Un’indagine della Procura di Cosenza ha permesso di scoprire un giro di spaccio e prescrizione abusiva di medicinali che vedeva coinvolti medici e persone già note alle forze dell’ordine per precedenti di droga.
I carabinieri al termine di laboriose indagini avrebbero scoperto come alcuni medici sotto continue pressioni e spinti secondo gli inquirenti dalla volontà di non perdere i pazienti, prescrivessero farmaci psicotropi contenenti oppiacei indicati nel trattamento per alleviare il dolore cronico da cancro. 
Si tratterebbe in particolare di Durogesic e Actiq farmaci prescritti ai pazienti senza che ne ricorressero le ragioni, per di più gratuitamente dal momento che gli stessi sono concessi dal servizio Sanitario Nazionale. Da qui dunque l'accusa di truffa ai danni del servizio sanitario. 
Due le persone arrestate e poste ai domiciliari nell'ambito dell'operazione ribattezzata Fentanil. Per altre otto persone quasi tutte con precedenti è stato disposto l'obbligo di presentazione mentre per sei medici di base è stato disposto il sequestro preventivo per equivalente di somme che vanno da poche migliaia ad un massimo di quasi 50 mila euro. I provvedimenti sono stati disposti dal Gip del tribunale di Cosenza su richiesta della Procura. 

Cosenza, prescrivevano farmaci abusivi a spese dello Stato: un bimbo ha rischiato grosso
Il sospetto i carabinieri lo hanno avuto nel giugno del 2013 quando un bimbo di due anni venne ricoverato all'ospedale di Cosenza in uno stato grave per aver ingerito un antidolorifico come riferito dai genitori. Ma poi il padre, preso dai sensi di colpa, confessò di fare uso del farmaco Actiq, dopo che i carabinieri di Bisignano ne avevano rinvenute diverse dosi nell'abitazione.
L’attivazione da parte del Nucleo Operativo di Rende per i servizi di intercettazione, affiancati da classici servizi di osservazione controllo e pedinamento, corroborati da una rilevante attività di acquisizione documentale effettuata presso i competenti uffici dell’ASP di Cosenza ha permesso di ricostruire i contorni dell’intera vicenda. 

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