Polverini (Pdl): “Altro che primarie, sono le secondarie di Alfano&C. Dimissioni Cancellieri? Io l’ho fatto…”

05 novembre 2013 ore 15:44, Lucia Bigozzi
Polverini (Pdl): “Altro che primarie, sono le secondarie di Alfano&C. Dimissioni Cancellieri? Io l’ho fatto…”
“Berlusconi è in campo, che senso hanno le primarie? Non dobbiamo scimmiottare la sinistra”. “Irrispettoso aprire adesso la questione: quando Berlusconi indicò Alfano candidato premier il problema non si pose…” Caso Cancellieri: “Mi auguro possa chiarire. Dimissioni? Io l’ho fatto senza accuse…” Va dritta al punto Renata Polverini, parlamentare berlusconian-lealista che a Intelligonews dice no alle primarie, striglia le colombe, boccia Letta sulla legge di stabilità e sul Guardasigilli…
Primarie sì o no. Onorevole Polverini, lei da che parte sta? «Non sono appassionata di primarie e non da ora. Già lo scorso anno avevo una posizione critica. Non dobbiamo anticipare i tempi: Berlusconi non più di tre giorni fa ha confermato che lui è in campo alla guida del partito. Quindi attendiamo gli esiti delle vicende sulla sua decadenza, poi decideremo insieme a lui». Perché non le piacciono le primarie? Provocazione: forse perché dopo il Pd rischiano di diventare “secondarie”? «Non dobbiamo scimmiottare la sinistra. Ogni volta che la sinistra si inventa qualcosa noi andiamo al traino e, oltretutto, non mi pare che la sinistra ne esca bene. Lo vediamo anche in queste ore: sono iniziate da quindici giorni e si stanno dilaniando. Non solo: per metterle in campo, bisogna avere un partito e un corpo elettorale che crede in questo strumento di partecipazione e non mi pare sia il caso del nostro elettorato». Ma senza primarie, sarà solo Berlusconi a indicare nomi e ruoli, quasi per via dinastica o ereditaria. «Ma scusi, alle recenti politiche cosa ha fatto Berlusconi? Ha detto che guidava la coalizione ma non sarebbe stato il candidato premier e ha indicato Alfano. Ora non è che quando le cose vanno bene ad alcuni non si dice una parola e quando si pensa di no allora si invocano le primarie. Aggiungo: trovo molto irrispettoso – e per me il rispetto è un valore che dovrebbe appartenere a ogni persona e a maggior ragione valere in politica – che in un momento difficile in cui Berlusconi ha detto che sarà in campo e non si lascerà sconfiggere da chi vuole massacrarlo politicamente, si riproponga di nuovo il tormentone primarie sì o no. Non mi sembra che Berlusconi meriti tutto questo da alcuni esponenti del suo partito». Lei conferma che il Consiglio nazionale sarà anticipato rispetto all’8 dicembre? C’è già una data? «So che Berlusconi ha auspicato un possibile percorso prima della data indicata, anche perché il dibattito rischia di diventare ogni giorno di più dilaniante. Forse è opportuno anticipare i tempi: su questo si sta lavorando; Berlusconi sarà a Roma e assumerà una decisione». Ad oggi c’è il documento votato dall’Ufficio di presidenza e quello al quale stanno lavorando i filo-governativi. Voi chiedete che si parta da quello del ‘parlamentino’. Perché? «Leggo dichiarazioni di colleghi – anche stamani sui giornali – che si definiscono colombe e cercano di fare un ‘papocchio’ nel senso che sostengono le primarie con Alfano candidato premier e al tempo stesso invocano un partito unitario con Alfano ma in qualità di numero due rispetto a Berlusconi. Allora, se c’è il riconoscimento che il leader si chiama Berlusconi, il passaggio è chiaro ed è la firma del documento proposto da Berlusconi e votato dall’Ufficio di presidenza. Altrimenti, i proclami lasciano il tempo che trovano; ciò che conta sono gli atti concreti e coerenti». Favorevole o contraria all’idea di due coordinatori, uno lealista e l’altro filo-governativo? «Io partecipo agli incontri coi colleghi cosiddetti lealisti e da parte nostra non c’è alcuna volontà di assumere incarichi. Berlusconi è in campo, è presidente di Forza Italia, lo statuto del partito prevede una figura apicale, poi se più avanti si aprirà il dibattito sull’organigramma ne discuteremo ma in questo momento noi non chiediamo poltrone». Parliamo di legge di stabilità che in realtà sta destabilizzando le larghe intese. Il Pdl ha già detto che così com’è non la vota, va cambiata radicalmente ma il paletto sono i saldi invariati. Che succederà in Parlamento? «Al di là dei provvedimenti, noi stiamo discutendo di persone e dell’effetto che i provvedimenti avranno sulla loro vita. Io affronto il mio impegno di parlamentare con la consapevolezza che ogni passaggio legislativo o normativo è destinato a questo. Ci avevano detto che la manovra non toccava le tasse e invece non è così; che si voleva incrementare nuovi posti di lavoro e mi pare che le risorse messe a disposizione siano scarse. Si è caricata questa legge della stessa aspettativa sul decreto per l’occupazione giovanile che purtroppo sta producendo risultati irrilevanti, come peraltro l’effetto del cuneo fiscale, diventato poco più che una mancia. Per votare la manovra noi abbiamo la necessità di vederla modificata radicalmente sulla casa e sulle misure per il lavoro». Sì ma le risorse non si possono dilatare perché la coperta è corta. Cosa propone? «I saldi invariati non significa che la manovra deve essere tassativamente di 10-11 miliardi. Può avere maggiori risorse se si incide di più sul taglio alla spesa, se si riducono i costi dell’apparato dello Stato, se interveniamo sui 800-850 miliardi che è il costo amministrativo della macchina dello Stato. Berlusconi ha fatto manovre molto coraggiose: ricordo quella da 70 miliardi coi tagli lineari che abbiamo tanto contestato ma che comunque, se non proprio a livello centrale, ha prodotto una riduzione delle spese da parte degli enti locali. Quello era un governo politico. Mi aspetto da questo governo che è politico ma è lì per fare le riforme. Se non fa questo non ha senso che resti lì». Caso Cancellieri, oggi il ministro riferisce alle Camere. Qual è la sua valutazione? «Lo sta chiedendo alla persona sbagliata: purtroppo come molta stampa dimentica, io sono stata l’unica a dimettermi senza a avere a mio carico alcuna accusa diretta. Capisco che per una telefonata non si possono usare due pesi e due misure anche se poi così è, ma è evidente che c’è imbarazzo rispetto al ministro che oggi mi auguro possa chiarire e spiegare». Sì ma secondo lei dovrebbe dimettersi? «Le rispondo così: io mi sono dimessa».
autore / Lucia Bigozzi
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