Aquila Nera, Adinolfi: "Provocazioni da Alan Ford: hanno arrestato dei nickname. Attenti alla Francia..."

23 dicembre 2014 ore 11:49, Adriano Scianca
Aquila Nera, Adinolfi: 'Provocazioni da Alan Ford: hanno arrestato dei nickname. Attenti alla Francia...'
L'operazione "Aquila Nera"? "Una pagliacciata, con provocazioni degne di Alan Ford". Gabriele Adinolfi, ex fondatore di Terza Posizione negli anni '70 e oggi scrittore impegnato a proporre un'altra verità sugli anni di piombo e la strategia della tensone, non crede neanche per un attimo alla pericolosità dei soggetti in questione: "Gente che non ha mai preso una multa in vita sua, hanno arrestato dei nickname. Piuttosto attenti a quanto sta accadendo in Francia". Adinolfi, come esce fuori questa inchiesta dal roboante nome di “Aquila Nera”? «È ovvio: si scopre che le cooperative rosse prendono tangenti sugli zingari e si comincia a parlare di Nar. Poi si scopre che c'erano implicati anche ex brigatisti, e allora bisogna rilanciare con il pericolo fascista». Insomma, l'operazione “Aquila Nera” è una bufala? Orchestrata da chi? «Renzi sta ridimensionando i comunisti all'interno del Pd e i comunisti, per risposta, utilizzano i soliti apparati degli anni '70 per aggiustare il tiro. È così che si arriva all'arresto di 15 sconosciuti – perché di questo si tratta – che avrebbero complottato per mettere in pericolo la democrazia in Italia. È una vicenda in cui ci sono almeno tre elementi da rilevare». Quali? «Uno: la procura antimafia ha tempo da perdere con queste pagliacciate. Due: il fatto che in una organizzazione del genere ci fossero ben due infiltrati dei Ros è davvero una provocazione degna di Alan Ford. Tre: nel delirio di democrazia sregolata da social network anche gente che non ha mai preso una multa in vita sua gioca alla rivoluzione, ma è una cosa che in un Paese normale genererebbe tutt'al più un'alzata di spalle». Si tratterebbe di un'azione per distrarre l'opinione pubblica, quindi. Ma nell'era di internet e dell'informazione in tempo reale hanno ancora senso operazioni del genere? Già oggi nessuno parla più di “Aquila Nera”... «Vero, ma tutti gli apparati si muovo con riflessi condizionati pavloviani. Scattano sempre gli stessi meccanismi senza che qualcuno ci si ponga reali problemi di efficacia. In ogni caso, che qualcuno che starebbe progettando azioni violente venga arrestato rientra nella norma, ma il fatto che la cosa venga presentata in questo modo dimostra quanto meno la malafede. Del resto se dovessero arrestare tutti quelli che al telefono dicono di voler uccidere qualcuno...». E i No Tav? Anche lì l'accusa di terrorismo è campata in aria, come dicono i giudici? Eppure, dopo l'ennesimo sabotaggio, Lupi ha parlato proprio di terrorismo... «Dipende da cosa intendiamo per terrorismo, che dovrebbe essere la possibilità di portare una minaccia reale alla pubblica incolumità. In questo senso, l'assalto al cantiere di Chiomonte non è terrorismo. E neanche i sabotaggi di oggi. È ovvio, tuttavia, che la vittoria di Renzi e dei democristiani comporti un ritorno della logica degli opposti estremismi sia, attivamente, dalla componente democristiana, sia, in difesa, dalla componente comunista. Anche se si tratta di opposti estremismi di questo livello qui. L'evento preoccupante di questi giorni è semmai un altro». Quale? «In Francia ci sono stati tre tentativi di attacco da parte di squilibrati in pochi giorni. È per caso arrivato un ordine? Non vorrei che si passasse alla strategia degli opposti estremismi etnici. I nostri apparati sono vecchi e mettono contro i reazionari No Tav contro i nickname di estrema destra. Quello che accade in Francia mi sembra di un altro livello...».
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