Cozzoli: “Con il bilancio 2014 a rischio la coesione sociale di Roma”

15 luglio 2014 ore 17:42, intelligo
Cozzoli: “Con il bilancio 2014 a rischio la coesione sociale di Roma”
di Marco Guerra
Al consiglio comunale di Roma ieri è iniziato il percorso che porterà all'approvazione della manovra economica previsionale del 2014. L’assessore al bilancio Scozzese di fronte ai consiglieri capitolini ha illustrato le cifre e gli obiettivi di un piano che rischia di paralizzare i già carenti servizi della capitale e sul quale pesano i tagli del Piano di Rientro presentato al governo lo scorso 4 luglio. Sulla situazione delle casse comunali IntelligoNews ha intervistato Ignazio Cozzoli, consigliere d’opposizione di Forza Italia Cittadini per Roma. Allora consigliere Cozzoli con quali premesse parte la maratona del bilancio?  «La relazione dell’assessore Scozzese ci ha detto una cosa semplice, che con questo bilancio inizia il percorso di tagli a costi standard di Roma Capitale. I tagli saranno di 550 milioni in tre anni, dei quali 440 saranno sopperiti con 440 milioni di efficientamenti nella spesa che dovranno essere indicati dal Comune». Ma come è possibile risparmiare una cifra così importante senza incidere sul funzionamento della macchina amministrativa? «Secondo l’assessore pagando meno l’energia e rinegoziando i contratti di servizio con le società appaltatrici. Poi se il governo darà il via libera al piano di rientro presentato il 4 luglio dal Comune – sul quale l’esecutivo dovrà esprimersi entro 60 giorni – forse a settembre saranno sbloccate alcune “fette” del patto di stabilità». Immagino che secondo lei tutto questo non sarà sufficiente… «Serviva più coraggio soprattutto sul fronte degli accorpamenti e delle privatizzazioni delle società partecipate dal Comune di Roma. Le spaccature interne alla maggioranza, che in tema di privatizzazioni è bloccata dai veti ideologici di Sel, fanno si che non si sappia cosa fare con Risorse per Roma, Zetema e Farmacap e molte altre realtà. Ma come è possibile che le farmacie comunali sono in perdita di 15 milioni di euro l’anno?!». In sintesi può dirci quali categorie devono temere di più da questo bilancio? «In primis i dipendenti comunali che sentiranno gli effetti di un taglio di 27 milioni euro sul capitolo di bilancio del personale. Probabilmente salterà il salario accessorio, e quasi sicuramente saranno sospese le assunzioni dalle graduatorie dell’ultimo concorsone e non saranno stabilizzati i precari. Poi ci saranno tagli mostruosi alla mobilità, al trasposto pubblico e alle politiche sociali (già adesso le aziende che forniscono servizi sociali non percepiscono le quote comunali da più di un anno). Non meno importante la riduzione del bilancio della cultura che segnerà un meno 17%; per non parlare della scure calata sulla manutenzione delle strade, questo capitolo è un vero disastro: la dotazione passera da 144 miliardi del 2013 ai 62 del 2014, con conseguenze per la sicurezza che lascio immaginare. L’opposizione ha chiesto un ragionamento comune con la maggioranza per evitare che il bilancio metta in ginocchio questa città, ma la giunta vuole procedere da sola senza un confronto costruttivo». Ma per mandare avanti i servizi i soldi da qualche parte si deve pur prenderli… «Il piano di tagli sarà infatti accompagnato da un aumento esponenziale delle tasse comunali. Sulla prime e sulla seconde case; la Tares e la Tari diventeranno tra le più alte in Italia sebbene la qualità del servizio di pulizie delle strade e la gestione dei rifiuti siano sotto gli occhi di tutti. E poi ancora, a partire dal 2015, saranno aumentate le tariffe di asili e materne comunali per tutte le fasce di Isee. È facile prevedere un deterioramento della qualità della vita nelle periferie. Qui si rischia una bomba sociale!». Addirittura… «Sì perché la Capitale è già piegata da alcune vertenze storiche come quella dell’Alitalia che sta per concludersi con la perdita di altre centinaia di posti di lavoro. Io personalmente ho seguito la battaglia dei 400 lavoratori della multiservizio che lavora con gli appalti del comune. Si tratta di padri e madri di famiglia che lottano per mantenere stipendi che vanno dalle 500 ai 1000 euro al mese. Allo stesso tempo però si deciso di aprire nuovi centri di accoglienza per migranti richiedenti asilo allo scopo di far fronte all’emergenza sbarchi. Un piano che è già stato contestato da alcuni cittadini dei quartieri interessati che domenica sono scesi in piazza con l’estrema destra. La coesione sociale della città è veramente a rischio. Spero che si riesca a lavorare insieme alla maggioranza per migliorare i numeri che ho riportato prima, altrimenti sarà una tragedia».
autore / intelligo
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